Tappeti & Slow design. Objects of desire

I tappeti più desiderati?

Sono quelli di fiber artist e designer tessili, pezzi unici realizzati a mano utilizzando un mix di tecniche artigiane e materiali tessili riciclati.

Arredare una casa non richiede un tempo definito. C’è sempre un inizio e quasi mai una fine. Sappiamo che arredare  vuol dire creare una sorta di macchina, un organismo al quale attivare nuove funzioni apportando modifiche via via nel tempo per adeguarla ai cambiamenti degli stili di vita, a nuove necessità. L’introduzione delle tecnologie ne è un esempio.

Negli ultimi anni abbiamo attivato modifiche sostanziali,  cambiamenti divenuti veloci e incessanti, con tutte le loro novità e aggiornamenti richiesti, ma siamo ancora restii e pochi inclini a introdurre scelte etiche e responsabili di arredo.

Che cos’è lo Slow design? 

E’ un design responsabile che non si  interessa solo alla funzione e all’estetica di un oggetto, ma al suo intero ciclo di di vita e  produzione nel rispetto della natura, dell’ambiente, della persona. E’ stato definito slow, come slow food. Si tratta di una scelta di design etico, che impone alcune riflessioni profonde sull’ideazione, la provenienza del prodotto e il processo di produzione.

Chi crea? Dove? Con quale logica? Con quali materiali? Con quale approccio e metodo di progetto?

Lo slow design richiede una scelta etica da parte chi progetta. E da parte del consumatore un’educazione alla cultura della Sostenibilità. A una nuova idea di Bellezza che comprende  estetica, funzione e tutte le risposte a quelle domande di cui sopra che ridisegnano l’ inizio e la fine di un prodotto.

Lo Slow design è all’opposto del design industriale interessato soltanto alla velocità di produzione su vasta scala, all’aspetto funzionale e alle performance estetiche del prodotto.

Oggi si fa un gran parlare di arredi e abiti etici, pezzi unici, limited edition. Di stili di vita sostenibili, di riciclo, recupero. Ma appaiono perlopiù  come mode e tendenze. Gli oggetti  etici sono concepiti con l’idea di sensibilizzare sull’ambiente e  nuovi stili di vita. Con una rinnovata carica espressionistica nell’ambito di un progetto complessivo uniscono l’etica all’arte, al design.

In realtà quando  guardiamo al design tessile, all’ arte e alla bellezza e che ne deriva, agli arredi mobili di alcuni fiber artist  non si può più parlare di mode e tendenze, di recupero e tecniche artigiane in sé, ma di nuovi orizzonti riletti dal design etico e definiti nel campo dell’arte.

L’intervento del fiber artist rielabora in termini completamente nuovi e personali la ricostruzione dell’oggetto d’arredo. Le tecniche utilizzate per definirlo non sono immediatamente identificabili ma visibili negli effetti finali  in termini di distinzione, unicità, personalità,contemporaneità.

Che cosa fa emergere il fiber artist, designer del tessile?

La sensibilità per un nuovo concetto di bellezza, più etico.

La genialità e l’ energia dietro a ogni progetto di slow design.

L’oggetto quotidiano riletto come opera d’arte.

L’oggetto sottratto al passato, svecchiato con un nuovo sguardo di design più consapevole sul mondo.

Una nuova identificazione del mondo domestico e dei suoi oggetti che si riscopre più ironico, chiassoso, ibridato, surmoderno.

Il ruolo accresciuto del mondo tessile come arte non solo decorazione che cammina verso il futuro guardando alla manualità, alla lentezza, all’unicità dei prodotti.

6 protagonisti di un diario minimo di Slow design 

_Laura Bethan Wood e i tappeti roccia 

Si chiama Superfake la collezione di tappeti di Laura Bethan Wood. Rocce disegnati da accumuli e strati  di materiale tessile lavorati con antiche tecniche artigiane del Tibet. Che cosa accadrà in un mondo post -social? Nelle opere di Laura Bethan l’uomo  è l’interfaccia  fra il mondo video-visivo  di social e chat e la natura più ferma e permanente rappresentata dalla roccia. L’immagine di un uomo insediato e rapito dal web si scontra con la forza ancestrale e permanente delle rocce, quasi a indicargli  la forza della natura nella forte tensione in cui si trova calato  fra due mondi, virtuale e reale.

_Tejo Remy e il senso per l’assemblaggio

Tejo Remy è un designer di pezzi iconici come Chest of Drawers, Rag Chair (solo per citarne due) ed è una figura storica del Droog Design: questa è un’opera accidentalmente nominata tappeto, come dice lo stesso titolo ed è stata disegnata e realizzata insieme a Rene Veenhuizen. Tejo Remy è uno dei primi designer a cercare nuovi percorsi creativi nel segno del Recupero e Riciclo. Considera ogni cosa, ogni oggetto, come materia prima di un nuovo progetto. Tutto, nulla escluso,  può essere ricomposto e riassemblato, ridisegnato (emblematica la cassettiera fatta di cassetti recuperati e legati da corde e cinture in pelle).

_Natalie Miller e la bellezza della tessitura 

Ha creato tre modelli di barriera corallina per il suo film Dream Works, Trolls 2 World Tour, uscito nell’aprile del 2020. E’ un architetto, fiber artist, innamorata della tessitura, arazzi e fibre. Il colore è la sua  vera passione. I suoi arazzi – tappeti sono vere e proprie installazioni d’arte realizzate a mano con tecniche di tessitura ricercate in Oriente e in Europa. Attinge a opere d’arte e architettura di tutto il mondo  per riportare  in luce la bellezza del fatto  a mano.

_Sonya Winner e le forme del caleidoscopio 

Il tema di Sonya Winner è quello delle sovrapposizioni di colore e forme. Composizioni vibranti come in un caleidoscopio.  Ma c’è anche il tema del vuoto e del pieno a effetto trompe l’oeil come nel tappeto tondo. Le sperimentazioni, come lei stessa osserva, sono infinite :“I’m fascinated by exploring the design possibilities of knotting and tufting with wool.There are so many ways to create original pieces working with texture, pile height, weaving techniques, yarn type and the overall shape of the design, it’s a very exciting medium

_Jonathan Josefsson, dal graffito alle cellule

Fonte di ispirazione per i lavori tessili di Jonathan Josefsson sono i graffiti e le opere murarie metropolitane  (lui stesso inizia con i graffiti)  che diventeranno, nei tanti lavori tessili successivi, suggestioni di riferimento per i  suoi tappeti. La scelta del colore è molto contrastata. Tinte forti disegnano forme astratte  provenienti dal mondo della biologia. Cellule e organi del corpo ritagliano forme e prendono vita  interamente realizzati a mano percorrendo liberamente la fantasia dell’artista e posizionandosi di diritto come pezzi unici artigianali, artistici.

_Florian Pucher e il tappeto in volo 

Florian Pucher è un designer tedesco. I suoi tappeti riprendono immagini satellitari che vengono riproposte e ricondotte in materiali tessile su tappeti, dal volo a terra,  in una ricerca esatta di elementi visivi ricorrenti a iniziare dal colore, visto dall’alto. Le geometrie si ricompongono lavorate a mano nei tanti schemi elaborati in collezioni di grande successo.

 

 

 

 

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Riguardo Mariano

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