La direttiva dell’UE sull’EcoDesign: coscienza energetica e ridotto impatto ambientale

La direttiva UE sull’EcoDesign attualmente in vigore sancisce le regole fondamentali per l’immissione sui mercati dei Paesi dell’Unione di alcuni prodotti legati al settore energetico.

Direttiva UE sull'EcoDesign

L’aspetto ecosostenibile diventa sempre più importante negli ambiti della produzione, della distribuzione, dell’utilizzo e dello smaltimento dei prodotti. I danni ambientali causati da uno sfruttamento incosciente delle risorse naturali e dalla poca attenzione prestata alle metodologie di produzione e smaltimento dei nuovi prodotti, diventano infatti ogni anno più pesanti.

Per correre ai ripari, l’Unione Europea ha emanato nel 2005 una prima direttiva, la EcoDesign Directive for Energy-using Products, nota anche con l’acronimo EuP, ampliata nel 2009. Le norme previste riguardano nello specifico i prodotti strettamente collegati al settore energetico, i quali vengono considerati tra i massimi responsabili delle emissioni di gas serra.

Cos’è l’EcoDesign?

Ancora prima di analizzare nel dettaglio la direttiva UE sull’EcoDesign, è fondamentale capire cos’è quest’ultimo e perché è così importante per il futuro del Pianeta.

Il termine “design”, di origine inglese, significa letteralmente “progetto”. Seppure si riferisca alle fasi progettuali della realizzazione dei prodotti, oggi il suo significato si è esteso fino ad abbracciare tutte le fasi legate alla produzione industriale degli oggetti d’uso, le quali devono venire prese in considerazione nel momento stesso in cui il prodotto viene, per l’appunto, progettato.

L’EcoDesign, conosciuto anche come design sostenibile, orienta tutta la fase di progettazione verso lo studio e la realizzazione di articoli a basso impatto ambientale in ogni loro fase di vita.

Quando si parla di “fasi di vita” di un prodotto, ci si riferisce a ogni stadio che questo dovrà attraversare, ossia produzione, distribuzione, utilizzo, riciclo, smaltimento. Negli anni ’90 del Novecento, è stato standardizzato un modello che permette di valutare l’impatto su ambiente e salute che un prodotto avrà nel corso di tutta la sua esistenza. Si tratta del metodo internazionale LCA, Life Cycle Assessment, ossia Analisi del Ciclo di Vita.

La necessità di uno sviluppo sostenibile

La consapevolezza dell’impatto negativo che produzione industriale e consumismo hanno sull’ambiente non può dirsi recente. Uno studio effettuato nel 1972 dal Massachusetts Institute of Technology su commissione del Club of Rome e intitolato “The Limits to Growth” ipotizzava, a parità di crescita della popolazione, dell’industrializzazione e dello sfruttamento delle risorse, la fine di queste ultime e dello sviluppo del genere umano entro 100 anni.

Il concetto di sviluppo sostenibile venne introdotto a partire dal 1987, quando la World Commission on Environment and Development pubblicò il rapporto Brundtland, noto anche come “Our common future”, nel quale si legge che:

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità di quelle future di soddisfare i propri”.

Direttiva UE sull’EcoDesign

Nel 2005, la commissione dell’Unione Europea ha emanato la direttiva 2005/32/CE, la quale prevedeva la normazione ecosostenibile della progettazione di tutti quei prodotti che utilizzano l’energia elettrica, come televisori o lampade.

Successivamente, con la direttiva 2009/125/CE tutt’oggi in vigore, le norme sono state estese anche ai prodotti che, pur non utilizzando direttamente l’energia, possono determinarne un maggiore o minore consumo. Tra questi troviamo ad esempio finestre, porte, materiali isolanti, ma anche i rubinetti.

Le specifiche stabilite dalla UE sono volte a armonizzare le norme stabilite dalle singole nazioni e, come si legge sulla direttiva:

l’estensione dell’ambito di applicazione a tutti i prodotti connessi all’energia garantisce la possibilità di armonizzare a livello comunitario le specifiche per la progettazione ecocompatibile di tutti i prodotti significativi connessi all’energia”.

Cosa dice la Direttiva UE sull’EcoDesign

Nella direttiva viene specificato che una buona parte dei consumi delle risorse naturali può essere imputata proprio ai prodotti connessi con l’energia, i quali presentano un grande potenziale di miglioramento in termini di riduzione dell’impatto sull’ambiente e di risparmio energetico. Il miglioramento dell‘efficienza energetica di questi prodotti potrebbe ridurre notevolmente, nei Paesi dell’Unione, le emissioni di gas serra, tra i principali responsabili dei cambiamenti climatici che minacciano il Pianeta.

Giacché l’impatto ambientale del prodotto può essere valutato già in fase progettuale, la direttiva richiede di porre grande attenzione a questa fase, la quale dovrebbe essere svolta in ottica ecosostenibile.

Tra gli aspetti più interessanti che si incontrano leggendo il testo della direttiva, vi le informazioni che i produttori devono mettere a disposizione dei consumatori. Oltre all’apposizione della sigla CE, la quale dichiara che l’articolo è conforme alle norme della direttiva, i prodotti devono riportare:

  • informazioni circa i modi in cui i consumatori li possono utilizzare in ottica sostenibile;
  • le caratteristiche che permettono di definirli “ecologici”.

I parametri di progettazione ecocompatibile

Nell’allegato 1 sono riportate alcune “specifiche generali per la progettazione ecocompatibile” che “mirano a migliorare le prestazioni ambientali del prodotto”. Tra queste, troviamo i parametri che devono essere presi in considerazione, in fase di progettazione, per far sì che i prodotti finiti siano realmente ecosostenibili.

Per prima cosa vengono identificati gli stati del ciclo di vita, ossia la selezione delle materie prime, la fabbricazione, la distribuzione, la manutenzione, l’utilizzo e lo smaltimento.

Per ogni fase devono essere presi in esame alcuni aspetti ti tipo ambientale:

  • consumo presunto di energia e altre risorse;
  • emissioni non solo nell’aria, ma anche nel suolo e nell’acqua;
  • inquinamento di tipo fisico, quindi relativo ad esempio all’emissione di rumori o radiazioni;
  • rifiuti prodotti;
  • possibilità di riciclo o altro tipo di recupero.

Per finire, vengono identificati alcuni elementi che permettono di migliorare il prodotto e diminuire il suo impatto sull’ambiente. Tra questi spiccano:

  • l’utilizzo di materiali riciclati e la facilità di reimpiego dei prodotti finiti;
  • l’estensione della durata dei prodotti, anche grazie a caratteristiche come riparabilità e aggiornamento;
  • la valutazione della quantità di rifiuti pericolosi generati, i quali andranno naturalmente ridotti il più possibile;
  • l’utilizzo, sempre sconsigliato, di sostanze nocive che possono recare danno all’ambiente, agli animali o alla salute dei consumatori.

Conclusioni

La direttiva UE sull’EcoDesign è stata elaborata al fine di preservare l’ambiente e la salute attraverso la regolamentazione della progettazione e messa in commercio di tutti i prodotti legati all’energia.

Se i produttori devono fare la loro parte, anche i consumatori hanno delle responsabilità. Innanzitutto, è importante capire l’importanza che l’EcoDesign riveste per il futuro del Pianeta; quindi, effettuare acquisti consapevoli, controllando sempre la provenienza e le certificazioni dei prodotti.

Dopo l’acquisto, i prodotti devono essere utilizzati e, in un secondo tempo, smaltiti nel modo corretto, così da ridurre il più possibile il loro, e il nostro, impatto sull’ambiente.

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